Codice ATECO: cos'è, come si legge e come cambiarlo
Codice ATECO: cos'è, come si leggono le sei cifre, cosa è cambiato con ATECO 2025, dove trovarlo e come cambiarlo entro 30 giorni con ComUnica o AA9/12.

Indice
Codice ATECO cos'è? È la sequenza di lettere e numeri che dice allo Stato quale attività economica svolgi. Lo indichi quando apri la partita IVA o iscrivi un'impresa, compare nella visura camerale e nell'anagrafe tributaria e, se sei nel regime forfettario, incide anche su quanto paghi di tasse. Qui trovi cosa significa ogni cifra, cosa è cambiato con ATECO 2025, dove leggere il tuo codice e cosa fare se devi cambiarlo.
Codice ATECO cos'è e a cosa serve
ATECO è la classificazione delle attività economiche curata dall'Istat. Raggruppa le attività simili su più livelli, dal settore più ampio fino alla voce più specifica. La versione oggi in uso è descritta nella pagina dell'Istat dedicata ad ATECO 2025, coerente con la classificazione europea NACE Rev. 2.1.
Il codice non serve solo alle statistiche. Lo usano il sistema camerale (Camere di commercio, Registro delle imprese) e il sistema fiscale (Agenzia delle Entrate). In pratica è il modo con cui la pubblica amministrazione "legge" la tua attività: un idraulico, un grafico freelance e un negozio di alimentari hanno codici diversi, e da quel codice dipendono alcune regole che ti riguardano.
Per chi ha una partita IVA in regime forfettario, il punto più concreto è questo: il reddito su cui paghi l'imposta si calcola applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che cambia a seconda del codice ATECO. Due persone con gli stessi incassi, ma con codici diversi, possono quindi avere un reddito imponibile diverso.
Come si legge: dalla sezione alla sottocategoria
La struttura è gerarchica e il codice arriva fino a sei cifre. Al livello più alto c'è la sezione, indicata con una lettera, che corrisponde al grande settore economico; poi ogni livello rende la descrizione più precisa.
| Livello | Come si indica | Cosa descrive |
|---|---|---|
| Sezione | Una lettera maiuscola | Il grande settore economico |
| Divisione | 2 cifre | Il comparto all'interno della sezione |
| Gruppo | 3 cifre | Un insieme di attività simili |
| Classe | 4 cifre | Un'attività più definita |
| Categoria | 5 cifre | Un ulteriore dettaglio |
| Sottocategoria | 6 cifre | La voce più specifica |
Fonte: Istat, classificazione ATECO 2025.
Leggendo il codice da sinistra a destra passi dal generale al particolare: le prime cifre dicono in quale comparto rientri, le ultime descrivono con precisione la tua attività.
ATECO 2025: cosa è cambiato
La classificazione ATECO 2025 è entrata in vigore il 1° gennaio 2025, dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 27 dicembre 2024, ed è stata adottata operativamente dal 1° aprile 2025. Da quella data i nuovi codici si usano sia a fini statistici sia a fini amministrativi.
Secondo la nota informativa congiunta di Istat, Agenzia delle Entrate e sistema camerale, il passaggio è avvenuto così:
- nel Registro delle imprese la riclassificazione è stata fatta d'ufficio dal 1° aprile 2025, e per un periodo transitorio le visure riportano sia il nuovo sia il vecchio codice;
- in ambito fiscale non serve presentare una dichiarazione di variazione solo per il cambio di classificazione: nei modelli e nelle dichiarazioni si usano i nuovi codici;
- chi ritiene che un altro codice descriva meglio la propria attività deve comunicarlo, con ComUnica se è iscritto al Registro delle imprese oppure con i modelli dell'Agenzia delle Entrate (AA7/10, AA9/12, AA5/6 o ANR/3) se non lo è.
L'Istat precisa inoltre che l'aggiornamento del 2026 ha toccato solo le tavole di corrispondenza con la vecchia ATECO 2022, senza cambiare struttura, livelli o descrizioni dei codici.
Dove trovare il tuo codice ATECO
Se hai un'impresa iscritta alla Camera di commercio, il modo più semplice è la visura camerale: riporta il codice insieme alla descrizione dell'attività. Puoi scaricarla gratuitamente dal sito impresa.italia.it o dall'app Impresa Italia, entrando con SPID o CNS.
Se sei un professionista non iscritto al Registro delle imprese, il codice registrato in anagrafe tributaria si consulta nel cassetto fiscale, nella sezione Consultazioni, alla voce Anagrafica. Vale la pena controllarlo anche se hai un'impresa: il codice in visura e quello presso l'Agenzia delle Entrate dovrebbero coincidere.
Per cercare il codice di un'attività che non hai ancora avviato, la struttura completa con codici e titoli è pubblicata sul sito dell'Istat, nella sezione dedicata alla classificazione.
Come scegliere l'attività quando apri la partita IVA
Chi inizia un'impresa, un'arte o una professione deve presentare la dichiarazione di inizio attività entro trenta giorni, indicando tra l'altro il tipo e l'oggetto dell'attività. Lo prevede l'articolo 35 del decreto IVA (DPR 633/1972), ed è in quella dichiarazione che indichi il codice.
Qualche criterio pratico per non sbagliare:
- parti da quello che farai davvero e da come incasserai, non dal nome che vuoi dare al tuo lavoro;
- leggi con attenzione la descrizione della sottocategoria, non fermarti al primo titolo che sembra adatto;
- se svolgi più attività, scegli quella principale e valuta se servono codici secondari;
- se pensi al regime forfettario, controlla quale coefficiente di redditività corrisponde al codice che stai scegliendo.
Un'attività può avere più codici ATECO: nelle pratiche si indica quale è l'attività primaria e quali sono quelle secondarie. Nel forfettario, per verificare i requisiti di accesso e permanenza, si sommano i ricavi e i compensi di tutte le attività svolte.
Come cambiare o aggiungere un codice ATECO
Se cambi attività, ne aggiungi una o ti accorgi che il codice non è corretto, devi comunicarlo. Lo stesso articolo 35 del DPR 633/1972 prevede che le variazioni dei dati dichiarati all'inizio dell'attività vadano comunicate entro trenta giorni.
Il canale dipende dalla tua posizione:
- imprese iscritte al Registro delle imprese (comprese le ditte individuali): pratica di Comunicazione Unica (ComUnica), che aggiorna sia la Camera di commercio sia l'Agenzia delle Entrate;
- professionisti e lavoratori autonomi non iscritti: modello AA9/12, quello delle persone fisiche titolari di partita IVA;
- società e altri soggetti diversi dalle persone fisiche non iscritti: modello AA7/10.
Quanto costa? Dipende dal caso. La guida della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sull'aggiornamento ATECO distingue due situazioni. Se la descrizione dell'attività in visura è giusta e bisogna solo allineare il codice con l'Agenzia delle Entrate, la pratica non paga diritti di segreteria né imposta di bollo. Se invece l'attività registrata non è quella svolta e va modificata, i diritti di segreteria sono di 18 euro per le ditte individuali e 30 euro per le società, più 17,50 euro di imposta di bollo per le sole ditte individuali.
Domande frequenti
Devo fare qualcosa per il passaggio ad ATECO 2025?
Di regola no: nel Registro delle imprese la riclassificazione è stata fatta d'ufficio e in ambito fiscale non serve una dichiarazione di variazione solo per il cambio di classificazione. Se però ritieni che un altro codice descriva meglio la tua attività, devi comunicarlo con ComUnica o con il modello dell'Agenzia delle Entrate.
Posso avere più di un codice ATECO?
Sì. Si indica un'attività primaria e, se ci sono, una o più attività secondarie, ognuna con il proprio codice.
Entro quando devo comunicare un cambio di codice ATECO?
Entro trenta giorni dalla variazione, come previsto dall'articolo 35 del DPR 633/1972 per tutte le modifiche dei dati dichiarati all'apertura della partita IVA.
Il codice ATECO cambia le tasse nel regime forfettario?
Sì, perché il coefficiente di redditività che si applica ai ricavi per calcolare il reddito imponibile dipende dal codice ATECO. Per questo è importante sceglierlo con attenzione già all'apertura.
Dove vedo il codice ATECO di un'altra impresa?
Nella visura camerale dell'impresa, che riporta il codice insieme alla descrizione dell'attività dichiarata.



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