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Caro gasolio, dal Cdm 175 milioni per Tir, agricoltura e pesca

Camion in viaggio su una strada tra gli alberi

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 22 ottobre un decreto legge da circa 175 milioni di euro contro il caro carburante: 105 milioni vanno all'autotrasporto, sotto forma di crediti d'imposta sul gasolio, 60 milioni all'agricoltura e 10 milioni alla pesca. Il provvedimento arriva dopo i giorni di protesta degli autotrasportatori; il testo ufficiale deve ancora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Cosa cambia per le imprese di autotrasporto

Per le imprese di trasporto merci il decreto rafforza il credito d'imposta sul gasolio. Ci sono 45,2 milioni in più per le spese da marzo ad agosto 2026: secondo il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, la dotazione complessiva sale così da circa 430 a circa 480 milioni. Altri 60 milioni coprono il carburante acquistato dal 1° settembre al 5 ottobre.

Il credito riguarda i mezzi di classe Euro 5 o più recente con peso superiore a 7,5 tonnellate. Secondo il governo, le prime 2.000 imprese troveranno i crediti nel cassetto fiscale già nella prossima settimana, e a novembre si aprirà una nuova finestra per le spese di ottobre. I crediti si potranno usare anche nei primi mesi del 2027.

Tra le altre misure annunciate ci sono la possibilità di sospendere per sette mesi i canoni di leasing sui mezzi e la possibilità, per i trasportatori, di addebitare in fattura l'aumento del costo del gasolio, ripartendolo con il committente.

Agricoltura e pesca

Per l'agricoltura sono previsti 60 milioni di contributi a fondo perduto, erogati tramite Agea. Il ministro Francesco Lollobrigida ha spiegato che servono a coprire l'acquisto di circa 121 milioni di litri di carburante agricolo, con un contributo fino a 45 centesimi al litro, per gli acquisti fino al 15 ottobre. Alla pesca vanno 10 milioni di contributi a fondo perduto per compensare il caro energia.

Cosa fare adesso

Le imprese interessate possono controllare nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate l'arrivo dei crediti già richiesti. Requisiti precisi, importi per impresa e modalità di domanda saranno quelli del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale e dei successivi provvedimenti attuativi: prima di muoversi conviene attenderli e confrontarsi con la propria associazione di categoria o con il commercialista.

Fonti ANSA, LaPresse, Avvenire

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