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Casa e fisco

TARI: cos'è, chi paga e come si calcola

La TARI è la tassa comunale sui rifiuti: chi la paga tra proprietario e inquilino, come si calcola, il bonus sociale del 25%, i codici F24 e la prescrizione.

Tre bidoni per la raccolta dei rifiuti accanto a un edificio in pietra
Indice
  1. Cos'è la TARI e chi la decide
  2. Chi deve pagare: proprietario o inquilino
  3. Come si calcola la TARI
  4. Riduzioni e bonus sociale rifiuti
  5. Come e quando si paga: rate e codici F24
  6. La dichiarazione: quando presentarla
  7. Prescrizione TARI: fino a quando il Comune può chiederla
  8. Domande frequenti

La TARI è la tassa sui rifiuti che paga chi occupa una casa, un negozio o un ufficio in Italia: serve a coprire i costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani nel Comune in cui si trova l'immobile. La paga anche chi vive in affitto e anche chi abita nella propria prima casa. In questa guida vediamo chi deve pagarla, come si calcola, quali riduzioni esistono, come si paga e cosa succede se arriva un avviso per anni passati.

Cos'è la TARI e chi la decide

La TARI è stata introdotta dalla legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013), ai commi 639 e seguenti dell'articolo 1. La legge fissa le regole generali, ma la tassa è comunale: ogni Comune approva il proprio regolamento e, ogni anno, le tariffe. Per questo la stessa casa può pagare cifre molto diverse da una città all'altra.

Le tariffe seguono i criteri del cosiddetto metodo normalizzato del D.P.R. n. 158 del 1999 e le regole sui costi fissate da ARERA, l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. In pratica il Comune parte dai costi del servizio rifiuti previsti per l'anno e li ripartisce tra le famiglie e le attività economiche.

Chi deve pagare: proprietario o inquilino

Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o di aree scoperte operative che possono produrre rifiuti urbani. Non conta quindi essere proprietari: paga chi usa l'immobile.

  • Proprietario che abita la casa: paga lui.
  • Inquilino con contratto di affitto o comodato pluriennale: paga l'inquilino, per tutta la durata del contratto.
  • Uso breve: se la detenzione non supera sei mesi nello stesso anno solare, la tassa resta a carico del proprietario o del titolare del diritto reale (usufrutto, uso, abitazione).
  • Più persone nello stesso immobile: sono obbligate in solido, cioè il Comune può chiedere l'intero importo a ciascuna di esse.

Le aree scoperte pertinenziali o accessorie non operative e le parti comuni del condominio non usate in via esclusiva non sono tassate.

Come si calcola la TARI

La tariffa è formata da due parti. La quota fissa copre soprattutto i costi stabili del servizio, come investimenti e ammortamenti. La quota variabile è legata alla quantità di rifiuti e ai costi di gestione.

Per le abitazioni, di regola:

  • la quota fissa si calcola sui metri quadrati dell'immobile, con un coefficiente che cambia in base al numero di componenti del nucleo;
  • la quota variabile dipende dal numero di persone che vivono nella casa, non dai metri quadrati.

Per negozi, uffici e altre attività, entrambe le quote si applicano alla superficie e cambiano in base alla categoria di attività con coefficienti diversi, perché ogni tipo di attività produce quantità diverse di rifiuti.

Quanto ai metri quadrati, per le unità iscritte al catasto edilizio urbano si usa la superficie calpestabile finché non sarà completato l'allineamento tra dati catastali e numerazione delle strade. A regime la superficie tassabile diventerà l'80% della superficie catastale. Il regolamento del tuo Comune indica come misura la superficie e quali spazi esclude.

Riduzioni e bonus sociale rifiuti

La legge permette ai Comuni di prevedere riduzioni, ad esempio per abitazioni con un unico occupante, case usate in modo stagionale, persone che risiedono all'estero per più di sei mesi l'anno, fabbricati rurali abitativi e famiglie che fanno il compostaggio domestico. Quali riduzioni esistono e quanto valgono lo decide il regolamento comunale.

La legge prevede anche una tassa ridotta quando il servizio di raccolta non viene svolto o è gravemente carente: la misura e la procedura per chiederla le trovi nel regolamento del tuo Comune.

Dal 2026 c'è poi il bonus sociale rifiuti, regolato da ARERA con la delibera 355/2025: uno sconto del 25% sulla TARI per i nuclei con ISEE sotto i 9.530 euro, o sotto i 20.000 euro se hanno almeno quattro figli a carico. Non serve fare domanda: basta aver presentato la DSU all'INPS e avere un ISEE sotto soglia. Lo sconto del 2026 spetta a chi ha ottenuto l'attestazione ISEE nel 2025, perché i dati arrivano l'anno dopo.

VoceDa cosa dipendeChi la decide
Quota fissa (casa)Metri quadrati e numero di componentiComune, con le tariffe annuali
Quota variabile (casa)Numero di componentiComune, con le tariffe annuali
Riduzioni (unico occupante, uso stagionale, compostaggio)Situazione della famiglia o dell'immobileRegolamento comunale
Codici tributo F24Tassa, interessi o sanzioniAgenzia delle Entrate: 3944, 3945, 3946
Bonus sociale rifiutiISEE sotto 9.530 euro (20.000 con almeno 4 figli a carico)ARERA: sconto del 25%, automatico

Fonte: legge n. 147/2013, art. 1, commi 639 e seguenti; Agenzia delle Entrate, risoluzione 45/E del 2014; ARERA, comunicato sul bonus sociale rifiuti (delibera 355/2025/R/rif).

Come e quando si paga: rate e codici F24

Le scadenze le fissa il Comune. Di norma la TARI si paga in almeno due rate a cadenza semestrale, e spesso è possibile versare tutto in un'unica soluzione. In genere arriva a casa un avviso di pagamento con gli importi e le date.

Si può pagare con il modello F24 oppure con le altre modalità indicate nell'avviso. Nel modello F24, nella sezione dedicata ai tributi locali, si usano i codici tributo della TARI stabiliti dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 45/E del 2014:

  • 3944 per la tassa;
  • 3945 per gli interessi;
  • 3946 per le sanzioni.

Nel campo "rateazione" si indica la rata pagata sul totale delle rate (ad esempio 0102 per la prima di due), oppure 0101 se paghi in un'unica soluzione.

La dichiarazione: quando presentarla

Chi inizia a occupare un immobile, chi smette di occuparlo o chi ha variazioni che cambiano l'importo, come la superficie o una riduzione, deve presentare la dichiarazione TARI al Comune. Il termine è fissato dal regolamento comunale: a Verona, ad esempio, sono 90 giorni dall'inizio dell'occupazione o dalla variazione, come si legge nel regolamento TARI del Comune di Verona. Per i residenti, diversi Comuni aggiornano d'ufficio il numero di componenti in base ai dati dell'anagrafe.

La dichiarazione è importante anche quando lasci una casa: finché non comunichi la cessazione, il Comune può continuare a considerarti tenuto al pagamento.

Prescrizione TARI: fino a quando il Comune può chiederla

Per la TARI non pagata o pagata in parte, il Comune deve notificare l'avviso di accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento erano dovuti (legge n. 296 del 2006, articolo 1, comma 161). Per la TARI 2021, quindi, il termine scade il 31 dicembre 2026. Dopo la notifica dell'avviso, la riscossione ha un proprio termine di prescrizione.

Se ricevi un avviso per anni passati, controlla l'anno a cui si riferisce, la data di notifica, i metri quadrati e il numero di componenti indicati. Se qualcosa non torna, puoi chiedere chiarimenti all'ufficio tributi del Comune. Per un ricorso o per valutare una cartella, è utile farsi aiutare da un CAF, da un commercialista o da un'associazione dei consumatori.

Domande frequenti

Chi abita in affitto deve pagare la TARI?

Sì. Con un contratto di affitto o di comodato pluriennale la TARI la paga l'inquilino. Resta al proprietario solo se l'uso dell'immobile non supera sei mesi nello stesso anno.

La TARI si paga anche sulla prima casa?

Sì. La TARI non prevede un'esenzione per l'abitazione principale: si paga per ogni immobile occupato che può produrre rifiuti urbani, salvo le riduzioni previste dal Comune.

Come ottengo lo sconto del 25% sulla TARI?

Il bonus sociale rifiuti è automatico. Serve aver presentato la DSU all'INPS e avere un ISEE sotto i 9.530 euro, o sotto i 20.000 euro con almeno quattro figli a carico.

Quali codici tributo uso per pagare la TARI con l'F24?

Il codice 3944 per la tassa, il 3945 per gli interessi e il 3946 per le sanzioni, nella sezione "IMU e altri tributi locali" del modello.

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