Sgravi sulle assunzioni, dal 1° dicembre l'offerta va pubblicata prima sul SIISL

Dal 1° dicembre 2026 le imprese che assumono e vogliono gli sgravi contributivi dovranno pubblicare prima la posizione di lavoro sul SIISL, la piattaforma del Ministero del Lavoro. Lo prevede il decreto ministeriale n. 134 del 5 ottobre 2026, pubblicato dal Ministero il 29 ottobre, che attua l'articolo 14 del decreto legge 159/2025. Fino al 30 novembre resta in vigore la fase sperimentale.
Cosa cambia dal 1° dicembre
Per le assunzioni dal 1° dicembre 2026 il datore di lavoro privato deve pubblicare l'offerta sul SIISL prima dell'assunzione o al più tardi nello stesso momento. L'identificativo della posizione va poi indicato nel flusso UniEmens, secondo le istruzioni che l'INPS deve ancora diffondere. Il decreto parla in generale di benefici contributivi e non elenca le singole agevolazioni.
Fino al 30 novembre la pubblicazione è facoltativa
Per le assunzioni fatte dal 1° aprile al 30 novembre 2026 la pubblicazione non è obbligatoria e chi non l'ha fatta non perde gli sgravi. L'offerta si può pubblicare anche dopo l'assunzione, solo per tracciabilità: in questo caso il SIISL la archivia in automatico e non la mostra ai candidati. Restano salvi i benefici già chiesti, autorizzati o in corso per le assunzioni precedenti al 1° aprile.
Le altre novità del decreto
Dal 1° aprile 2026 le agenzie per il lavoro devono pubblicare sul SIISL tutte le posizioni che gestiscono. Datori di lavoro, consulenti e agenzie possono inviare dalla piattaforma anche le comunicazioni obbligatorie di assunzione, proroga, trasformazione e cessazione, in alternativa ai sistemi regionali. Il SIISL mette inoltre a disposizione strumenti per vedere gli incentivi disponibili e simulare quelli applicabili a un'assunzione.
Per chi ha una piccola impresa o una partita IVA con dipendenti, il consiglio pratico è inserire la pubblicazione sul SIISL tra i passaggi da fare prima di firmare ogni nuova assunzione agevolata, e verificarlo con il proprio consulente del lavoro.
Fonti Ministero del Lavoro, Edotto, Money.it



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